Impara l’arte

Impara l’arte e mettila da parte, dicevano i nostri nonni. Non potete sapere quanto avessero ragione! Questo motto mi è stato a tal punto colcato in testa, che tutto quello che ho appreso nel corso della vita ho sempre desiderato approfondirlo, spesso ottenendone una certificazione di qualifica. Prima di partire dall’Italia avevo riempito un’intera parete di casa con tutti i diplomi ottenuti nei vari ambiti e la domanda che più spesso mi è stata rivolta, e alla quale io stessa ho cercato di dare risposta, è stata: “Cosa vuoi fare da grande?”. Tutto però ha un filo logico e nella mia esistenza ogni percorso che ho intrapreso ha dato il suo frutto. Persino gli insegnamenti di mia madre su come gestire gli sprechi di una vita moderna, in contrapposizione alla povertà del dopoguerra. Non ci crederete: mi sta tornando utile. Ieri ho sgridato mia figlia, perché giocava con la carta igienica. Certo, per te che la trovi a un prezzo ridicolo in ogni supermercato è facile riderci sopra, ma qu,i se vuoi un rotolo di carta igienica, ti tocca metterti in coda delle ore per comprarla e, in questo momento, non sono nemmeno sicura che saresti capace di trovarla! Non sprechi lo shampoo se non si trova; metti un solo cucchiaino di zucchero nel caffè, se tutti i dolcificanti sono scomparsi dalla circolazione; fai la pasta in casa, se nei supermercati trovi solo gli spaghetti d’importazione a prezzi folli. Non si butta via una tovaglia vecchia, se puoi farci dei tovaglioli. Non si comprano calzini nuovi, se puoi aggiustare quelli vecchi. Quando non trovi il detersivo per i piatti, mischi l’acqua al detersivo in polvere del bucato, quando non trovi il detersivo in polvere, usi il sapone in tavoletta. Non è facile adattarsi a un mondo dove le comodità sono sempre più proibitive, però ti sorprenderebbe come un uomo sa trovare in sé risorse inaspettate nelle avversità. Siamo esseri incredibili: geniali e autentici. Tutti quanti. Pensiamo e creiamo. Ciascuno, a proprio modo, è un’artista, ma abbiamo affidato alle macchine tutto il nostro tempo, perfino quello libero, e abbiamo smesso di usare le dita per modellare, per dipingere, scolpire, battere il tempo. Margarita è stato, ed è ancora, il mio banco di prova, il luogo dove ho potuto mettere a nudo tutto il mio essere donna, con le mie fragilità, ma anche con tutta la mia forza. Ogni cosa che il tempo mi ha insegnato e che la mia caparbietà mi ha costretto ad approfondire è tornata utile. Non ho accantonato la tecnologia e non sto demonizzando l’aiuto che le macchine ci danno ogni giorno, ma l’uomo è molto più che un dito premuto sul pulsante giusto. L’uomo è intelligenza, coraggio, stupore e genialità. E quando decide di mettersi alla prova, spesso supera limiti che credeva inarrivabili. Sono felice di essermi appassionata così febbrilmente alla vita. Sono orgogliosa di tutte le tappe che ho esplorato e di ogni risultato raggiunto, ma non si smette mai di imparare. Margarita, breve o duratura che potrà mai essere questa esperienza, la porterò sempre nel cuore, perché qui ho appreso l’arte della tenacia. Il mio futuro non sarà privo di paure, ma nemmeno povero di audacia. Anche questa è un’arte. Lezione assimilata.

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