Guidando

“Donna al volante pericolo costante”. È un detto che non ho mai condiviso. Non solo per questioni di principio, ma soprattutto perché sono una di quelle persone che, guidando, si rilassa. A Margarita si guida a destra, come in Italia. Il problema è che è tutt’altro che rilassante, perché non puoi mai permetterti il lusso di perdere l’attenzione. Qui infatti, nonostante il codice della strada sia lo stesso vigente nel continente, di fatto nessuno rispetta le regole: anarchia totale! Chiunque può superare a destra o a sinistra indistintamente, e lo fanno tutti, polizia compresa! Dopo un paio di smorfie e qualche parolaccia iniziale, col tempo ci si abitua e si finisce col fare lo stesso.

I peggiori guidatori sono proprio coloro che svolgono questa professione: taxisti e conducenti di autobus. Occhio ai taxisti! Spesso si improvvisano tali, ponendo in cima alla loro auto una sorta di insegna magnetica con la scritta ‘Taxy’, così, dalla notte alla mattina! Gli autobus invece, generalmente, sono dei semplici parallelepipedi di metallo scolorito, che poggiano su ruote consumate e semi-sgonfie. Dal loro interno si intravede la gente stipata, che guarda la strada affacciandosi dai finestrini, rigorosamente sprovvisti di vetro. Spesso accade che ci sia qualcuno aggrappato alla maniglia della porta pieghevole, aperta anche mentre il mezzo è in movimento.

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Di solito è un uomo di mezza età che si sbilancia all’esterno e ti guarda con l’aria di chi si crede supereroe per un giorno. A volte allunga un braccio per segnalare la direzione del bus. Questo perché NESSUNO usa la freccia. Ho perfino il dubbio che le automobili di qui non ne vengano dotate! Che invece nessuno gli abbia mai spiegato a cosa servano?!

Se qualcuno viene colto all’improvviso dalla fame, nel bel mezzo della carreggiata, senza avvisare, si ferma, scende, guardandoti con sufficienza, e va a farsi la spesa. Tu, che sei dietro e, fino a un attimo prima stavi guidando normalmente, ricambi il suo stesso sguardo, chiedendoti che cos’è successo di tanto urgente da dettare una simile sosta, e, quando ti rendi conto che quello non tornerà a spostare la sua auto prima di un’ora, non puoi far altro che fare manovre da rally e riprendere il percorso. Arrabbiarsi è inevitabile, ma completamente inutile!

Il colpo di clacson rapido è tipico solo della sosta al semaforo. Lì non ti viene concesso nemmeno una frazione di secondo di tregua. Quando al rosso mancano 3 secondi per tramutarsi in verde, devi essere più rapido di un fulmine e premere sull’acceleratore. La cosa buona dei semafori è proprio questa: che non sono solo fari circolari colorati, ma giganti numeri digitali di secondi scanditi in un conto alla rovescia. Certo, quando funzionano, ovviamente! Con i tempi che corrono credo che si rubino anche quelli! No, non ridete, perché non sto scherzando! I viali pedonali sono tutti al buio e non per caso, ma perché le lampadine sono diventate un bene irreperibile e la gente fa a gara per rubarle!

Massima attenzione per le motociclette! Assicurazioni e sentire comune danno loro completo supporto. In pratica, qualsiasi tipo di infrazione commettano, se disgraziatamente ti colpiscono, per la giustizia margaritegna sei comunque colpevole, nonostante qualsiasi tribunale internazionale affermerebbe il contrario.

Quello che, invece, mi fa letteralmente impazzire è la segnaletica stradale. Vi ricordate quei terribili, intricatissimi e stupidi quiz a cui ci hanno sottoposto per l’esame della patente? Quelli tipo: “il cartello triangolare con il vertice posto verso il basso che riporta al suo interno un muflone asiatico di 140 kg in posizione verticale con una barra rossa davanti e il numero 50 in nero posto in rilievo, cosa significa? A. che è vietato l’attraversamento alle donne incinte B. che i mufloni possono attraversare a 50 all’ora C. che è pericoloso procedere a 50 all’ora se hai a bordo tua suocera che sembra un muflone di 140 kg?”. Adesso chiudete gli occhi e immaginate un mondo senza segnaletica stradale. Ecco! Ci siete! Benvenuti a Margarita! Niente cartelli di senso unico. Tutti vanno nello stesso verso, quindi devi solo attenerti a quello che è uso e costume. Se in quella via tutti procedono a destra, anche tu vai a destra! Se ti trovi a un incrocio, vige la legge del più scaltro: il primo che avanza è quello che ha la precedenza; lavori stradali in corso: fai la coda e aspetti; buche e strada sconnessa: se quello davanti a te procede a mo’ di slalom gigante, fa lo stesso, e se non hai nessuno a farti da cavia, spera di non bucare una gomma! A questo punto ognuno penserà che gli incidenti sono all’ordine del giorno e invece no! L’anarchia innalza il livello di attenzione e, nonostante il rischio di impatto sia elevatissimo, il risultato è che gli incidenti sono di gran lunga meno frequenti di quanto si creda… Almeno fino a ora! Perché dopo aver asserito una cosa del genere, un gesto scaramantico è d’obbligo!

L’orologio mi suggerisce che è il momento di uscire. Prendo le chiavi e metto in moto! Se per caso siete a Margarita, un saluto è sempre ben gradito. Come potete riconoscermi? È facile: sono quell’unica pazza che rispetta la distanza di sicurezza e mette sempre la freccia!

 

 

 

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