In spiaggia

L’aspetto più vantaggioso di vivere a Margarita è senza dubbio il suo clima: 365 giorni all’anno a trenta gradi pressoché fissi, senza escursione termica tra giorno e notte o periodi di piogge incessanti (anche se in questo momento sarebbero benedette!). Nonostante il caldo sia intenso e umido, il vento costante rende mite qualsiasi momento della giornata e, se l’arsura ti investe in maniera prepotente, puoi sempre tuffarti nel mare, per rinfrescarti tra sue tiepide onde. Mare e spiaggia sono l’appuntamento fisso della domenica e delle festività per ogni margaritegno che si rispetti, figuriamoci per i turisti!

2016-03-20 12.59.21

Proprio in spiaggia, là dove uno pensa che l’atteggiamento degli esseri umani in costume da bagno sia identico in ogni parte del mondo, si evidenziano enormi diversità di comportamento. Cominciamo col dire che in Italia siamo abituati a chilometri e chilometri di spiagge private, in cui, se non paghi il permesso d’accesso, nemmeno puoi avvicinarti al mare. La mia esperienza in merito risale a qualche anno fa, ma non credo che le cose siano molto differenti da allora. Ero in vacanza sul litorale Tirreno, quando sono stata ripresa dalle autorità del luogo, perché il mio cagnolino di 3 kg era sdraiato al mio fianco sulla sabbia, all’ombra di un arbusto, a circa dieci metri dalla riva. “Gli animali qui non possono sostare!” mi era stato detto. Memore del fatto che la battigia è di proprietà demaniale e, quindi, teoricamente, di pubblico utilizzo, mi sono prontamente alzata: “Allora mi limiterò a camminare sulla riva”. Quanto mai! Vietatissimo! Nessun animale nel mare e nessuna libertà di circolazione, perché il problema è che nelle spiagge non puoi sostare per nessun motivo. Tutte privatizzate! E con un cane… “C’è il rischio che si fermi ad annusare a terra. Se lei si ferma col cane, il proprietario della struttura balneare può chiederle di uscire”. Che cosa?! “Può tenerlo in braccio, ma comunque deve muoversi!”. “Mi inventerò qualche passo di tip tap!”, avrei voluto rispondere per tanta assurdità!

Fortunatamente a Margarita il mare è ancora di proprietà comune e nessuno ti chiede di pagare per vederlo, anzi! Alla spiaggia tutti hanno libero accesso. Sebbene per alcuni tratti siano attrezzate di lettini, ombrelloni e tavolini in affitto, chiunque è libero di mettervi piede, persino se dotato di proprio equipaggiamento. A volte ti senti addirittura un po’ stupido, quando, dopo aver pagato il tuo posto sotto l’ombrellone, qualcuno ti si piazza davanti, coprendoti la visuale del mare, piantandoci il proprio, che si è comprato a minor prezzo il giorno prima al supermercato.

image

È molto raro vedere famiglie che giungono alla spiaggia completamente sprovviste di bagaglio e, quando capita, si tratta di turisti che non provengono dal continente latino-americano. Generalmente margaritegni e venezuelani raggiungono la spiaggia nelle ore più calde della giornata, giusto in quegli orari che qualsiasi esperto sconsiglia, perché i peggiori per esporsi al sole. Con loro portano grosse cavas di plastica, veri e propri frigoriferi portatili.

image

L’immaginazione porterebbe chiunque a pensare che dentro ci siano cibi di ogni genere e forma, il necessario per un’abbuffata da capodanno. Invece no! Sono assolutamente vuote! Nella carta del menu di ogni ristorante e bar c’è una voce interessante, di cui io ignoravo totalmente l’esistenza: hielo, cioè ‘ghiaccio’.

image

Il cliente arriva alla spiaggia, compra il sacco di ghiaccio e lo svuota nel proprio frigorifero portatile. Solo in un secondo momento fanno l’entrata trionfale le casse di birra e rum, fino a qualche minuto prima tenute nascoste in auto. Perché il venezuelano verace non consuma bibite a temperatura ambiente, ma solo ghiacciate a dovere, praticamente congelate! Il cibo da spiaggia? Patatine, platanitos e tortillas, anche se lo spuntino ideale del margaritegno resta la empanada del baracchino più vicino. Inoltre le spiagge sono prese d’assalto dai venditori ambulanti: orecchini, bracciali, pareo, massaggi e oggetti d’artigianato locale, ma, soprattutto, cibo. Mango condito, acqua di cocco, gelati, insalate di frutti di mare, ostriche, obleas, biscotti e frittelle, sono solo pochi esempi di quello che viene venduto.

image
Vi è mai capitato di essere al bar e comprare una bottiglietta d’acqua, perché vi vergognate di tirar fuori quella che avete in borsa? Qui non esistono certi scrupoli di coscienza! Puoi essere seduto a un tavolo del bar, all’ombra dell’ombrellone che ti sei portato da casa, mangiando il cibo di un venditore ambulante o del ristorante a lato e nessuno, ripeto NESSUNO, ha qualcosa da ridire. Anzi, se hai voglia di mangiarti qualcosa che lì non trovi, è lo stesso cameriere a consigliarti in quale ristorante puoi trovarlo e, in cambio di un riconoscimento in mancia, ci va lui a prendertelo al tuo posto!
Per i meno oziosi e i più temerari, Margarita offre una varia gamma di attività da spiaggia. Paletta e secchiello sono strumenti indispensabili per dilettare i più piccoli, ma non mancano coloro che si dedicano a qualche lancio con la palla, col frisby o che giocano sul bagnasciuga con le racchette. La mattina i migliori gruppi di yoga, guidati dal loro istruttore, si riuniscono per accogliere l’alba con un sano e spettacolare ‘saluto al sole’.

image
Lo sport d’eccellenza però rimane il surf. Margarita è sempre percorsa da venti di discreta potenza e le onde del suo mare, che si stagliano contro una costa sabbiosa priva di barriera corallina, richiamano atleti da tutto il mondo.

image
Le signore sfilano sulla battigia incuranti dei chili di troppo e tra un bichini e un altro spicca sempre qualche natica abbronzata e soda, che lascia appena intravedere il filo colorato del tanga. Il topless, invece, non solo non è prassi comune, ma è addirittura vietato. È una pratica così inusuale che persino le bambine (anche le neonate) indossano el traje de titicas , cioè il costume da bagno dotato di parte superiore.
Nelle spiagge facilmente accessibili con l’automobile le famiglie si portano tutto il necessario per una comoda gita al mare. Per un popolo che ha la musica nel sangue, qualsiasi occasione si trasforma in un’opportunità di ballo. Se sulle spiagge mediterranee i meglio attrezzati si muniscono di lettore mp3 e casse portatili, qui semplicemente si apre il baule. Non avete capito male. Il baule. Quello spazio posto sul retro dell’auto atto a essere occupato con tutta la chincaglieria che vi viene in mente, dopo una spesa e per un trasloco. Ebbene, qui, molto spesso, si trasforma in una vera e propria discoteca portatile e le casse invadono ogni suo centimetro quadrato.

image
Infine ci sono quelli come me, quelli che amano il mare, ma non sanno stare fermi sotto il sole e si appagano con un bagno rapido, ma non rimangono in acqua per ore. Per noi resta la possibilità di passeggiare in lungo e in largo o guardarsi attorno alla ricerca di curiosità. A volte, quando la spiaggia è meno affollata, puoi perfino fare un fortunato incontro con un granchio. Con i suoi simpatici occhi a binocolo fa capolino dalla sua galleria sotterranea, solo quando è sicuro che nessuno intralcerà il suo cammino. È in grado di rimanere per ore in attesa, con una pazienza e una dedizione incredibili, a dimostrazione del fatto che la natura si rivela in tutta la sua selvaggia bellezza, proprio quando l’uomo fa un passo indietro e lascia al creato la possibilità di godere della sua primitiva libertà.

I COSTI. Quanto costa una giornata in spiaggia? Vi parlerò di euro, perché il discorso in bolivares si complica. Per un ombrellone con due sdraio il prezzo varia da un euro e mezzo, nelle strutture meno eleganti, ai quattro euro dei locali più alla moda. Ovviamente aumenta se affittate anche una o più sedie: circa 50 centesimi di euro cadauna! Se decidete di mangiare pesce fresco alla piastra direttamente in loco, il costo sale, approssimativamente tra i 5 e i 15 euro a piatto. Se vostro figlio vuole merendare con un gelato pagherete all’incirca un euro e se vi fate fare un massaggio plantare dovrete sborsare altri 2 euro. Un cocco, come cocktail tropicale, vi costerà 30 centesimi e una piña colada circa un euro. Più oneroso il vino (dai 4 euro in su), che però vi consiglio di portare sempre da casa, perché difficilmente i ristoranti sulla spiaggia ne sono provvisti. Al bar vi verrà semplicemente richiesto il costo del descorche, cioè 20 centesimi per togliere il tappo e conservarvi il vino nel frigorifero del ristorante.

Comments

  1. Ciao cara Betty …waoooo che meraviglia io adoro il mare e come lo descrivi deve essere fantastico …..complimenti ogni volta mi sembra di vedere quello che sto leggendo !!!bravissima ciao un bacione t v b ❤

    • Grazie tesoro! Per me é appagante sentire che riesco a coinvolgervi nei miei racconti…ed é fantastico aprire il blog e leggere un commento! Grazieeee

  2. L’ultima volta che ho visto il mare è stato nel 2012. E se già mi mancava molto, dopo questo racconto potrei dire di essere ufficialmente in crisi d’astinenza! 🙂

Regalami un commento! Con un semplice saluto, allieti la mia giornata!