Policía acostado

Ci sono molte forme per imparare una lingua. Sembra che quello che mi si addica di più sia l’equivoco ricorrente: capisco sempre una cosa per l’altra! Devo ammettere però che così ho appreso modi di dire che non dimenticherò facilmente. Allo stesso modo, le persone che me le hanno insegnate non dimenticheranno la figuraccia che ho fatto in loro presenza…

Qualche giorno fa, per esempio, ho incontrato un’amica, dopo una notte ‘brava’ per festeggiare il mio compleanno. (Oh, a proposito, grazie per gli auguri!) Mi vede e mi chiede: “Amaneciste con ratones?”. Lì per lì la guardo, stupita. “Si riferirà a qualche invitato alla festa con la faccia da ratto?” penso, mentre la mia mente cerca di ricordare ogni volto alla ricerca di qualche orrida somiglianza. Lei mi scruta a fondo e inizia a ridere. “Ti sei svegliata con i topi, Betty, significa se ti è rimasto il mal di testa del post-sbornia!”. Ahhh! Fortuna che non ho fatto nomi!

Oppure quella volta in cui, sempre lei, mi racconta arrabbiata della sbadataggine del figlio, che ne combina di ogni e dimentica le cose. Poi usa l’espressione “Echa los perros”, che letteralmente significa ‘gettare i cani’. Io mi faccio scura in viso: “Perché si comporta così?”, le chiedo, mentre lei prosegue col suo monologo sul figlio che ha sempre la testa fra le nuvole. “Sì, capisco che perda le chiavi e arrivi tardi la sera, ma perché far del male a dei poveri cagnolini indifesi?”. Improvvisamente si blocca e mi guarda. “Quali cani?”. “Quelli che butta e maltratta…”. Si porta un dito piegato sul mento e mi scruta, mentre nei suoi occhi leggo a caratteri cubitali “che cavolo ha capito questa?”. Ancora una volta scoppia a ridere: “Gettare i cani per una ragazza, vuol dire essere invaghito di qualcuno!”. Ecco! Appunto!

Che dire invece di quella volta in cui mio marito torna a casa dal lavoro e mi spiega che il suo ritardo è dovuto al fatto che ha dovuto ‘dar la cola’ a un amico. Che capireste voi se qualcuno vi dicesse che ha dato la coda a qualcuno?!? Fortunatamente non sono facile ai doppi sensi, però sono rimasta un intero pomeriggio cercando di indovinare che oggetto fosse la ‘cola’. Siccome mi vanto sempre con lui di essere la migliore fra i due a parlare castellano, non potevo certo chiedergli il significato! Allora, dopo aver consultato vari dizionari in internet, ho ipotizzato che l’amico doveva accodarsi a una delle tante file per comprarsi qualcosa da mangiare, come succede spesso qui. Quindi, stando sul vago, ho provato a chiedere: “Per che cosa faceva la coda il tuo amico?”. Con una sonora risata ha celebrato il suo trionfo sulla mia supponenza. “Dar la cola significa dare un passaggio in macchina!”.  Come distruggere la propria autostima in un manciata di parole!

Ma l’episodio più divertente, è stato quando Ileana, una mia cara amica, mi ha accompagnato in una delle mie prime perlustrazioni stradali in auto. Quando arriviamo nel cuore di Villa Rosa, lei inizia a spiegarmi che il paese non gode di una buona fama. “Vedi” mi dice “Questa è una zona un po’ pericolosa di notte. In questo quartiere si nascondono anche persone poco oneste…”. Io, già agitata per essere alla guida in una terra non mia, inizio a sentirmi nervosa. “Poco oneste in che senso?”. “Ladri, rapinatori, assassini…”. Deglutisco e, istintivamente, faccio scattare la chiusura centralizzata dell’auto. Ileana, vedendomi impallidire, cerca rimedio. “Sì, ma non tutti! In macchina sei al sicuro! Guida tranquilla!”. Se lo dice lei… “Sai, la settimana scorsa hanno ucciso un taxista in seguito a una rapina”. Strano modo di tranquillizzarmi! “Poi, tutti gli abitanti di qui hanno cercato i colpevoli e, quando li hanno trovati, hanno tentato di linciarli…”. Ho i brividi su tutto il corpo. Voglio andarmene presto da lì, voglio tornare a casa! Aurora è al sicuro col papà, ma io non lo sarò fino a che non avrò abbandonato questo maledetto luogo. Automaticamente il mio piede preme sull’acceleratore. “Attenta! Un policía acostado!”. Che cosa? Un agente di polizia sdraiato?? Oddio, è la fine! Sicuramente mi sta puntando il mitra addosso! E freno bruscamente, sperando di non attirare la sua ira. Con gli occhi scruto tutta la carreggiata. Ma dove si è cacciato? Perché non lo vedo? “Dov’è?” chiedo, preoccupata a Ileana. “È lì!” e mi indica qualcosa a terra. Spalanco gli occhi, ma proprio non lo vedo. Altro che multa: se è sdraiato a terra, rischio di investirlo! Mi metteranno in galera e butteranno via le chiavi! “Dove? Non lo vedo!” grido quasi disperata, lasciando il volante in segno di resa. Al mio fianco Ileana prende il controllo della situazione e, con uno schiaffetto sulla nuca, mi riporta alla realtà. Le mie pupille vitree per lo spavento si dilatano su di lei. “Betty, un policía acostado è quello! Che cosa stai cercando?”. Solo allora metto a fuoco il dosso a pochi metri dalle ruote della mia auto. Un dosso? Tutto qui? Che sia benedetto! Pigio sull’acceleratore in segno di gratitudine e per poco non buco una gomma. Una cosa è certa: di sicuro non dimenticherò più come si chiama!

 

Comments

    • Grazie Mady! Le figuracce sono il mio diletto preferito! D’altro canto una bresciana che porti il nostro cognome deve pur farsi saper riconoscere, no?! Bacio cara!

  1. come sempre cara tu sei unica ed inimitabile eeee. …per questo io ti adoro ❤ comunque sei bravissima in poco tempo hai imparato una lingua che non conoscevi e anche questo non mi stupisce …ti voglio bene ❤ ❤ ❤

    • Grazie Prisca! A dire il vero le lingue non sono mai state il mio forte, ma per fortuna lo spagnolo é molto simile all’italiano e non é stato traumatico apprenderlo…non sempre, ecco! 😉 Hasta la proxima, mi amor!

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