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In attesa dal dottore


Oggi sono andata dal dentista. È andata bene: solo mezz’ora di ritardo! Le prime volte mi arrabbiavo moltissimo, poi ho scoperto che l’arrabbiatura non fa male che a se stessi. I margaritegni sono il popolo più tollerante che conosca e cercare di imporre le proprie idee, alzando la voce, li mette a disagio e li indispone. In pratica, più ti arrabbi e più loro ti scansano, come se improvvisamente venissero avvolti nell’ovatta e non potessero sentirti. Per far valere le tue ragioni qui devi sempre essere gentile, mandare a quel paese con eleganza e toni delicati. Poi, è vero che sono ritardatari per indole e refrattari alla puntualità per nascita, però è anche vero che lo studio e la cultura dovrebbero quanto meno mitigare le attitudini primitive di ciascuno. Per questo considero la categoria ‘dottori’ di gran lunga la peggiore, quella che a mio modo di vedere le cose, abusa della propria posizione, mancando di rispetto a chi non ha mai nemmeno potuto concedersi in sogno il lusso dell’istruzione. Parliamo di pediatri, per esempio. Con Aurora perennemente ammalata, l’anno scorso ne ho conosciuti almeno una decina: uno migliore dell’altro per abilità medica, uno peggiore dell’altro per questioni di ritardo. Innanzitutto, prendere appuntamento con alcuni è un terno al lotto, perché tra ferie, festività, assenze per malattia, urgenze e scuse varie, si riesce a combinare l’incontro, quando ormai il problema si è risolto. La cosa più avvilente però è l’attesa. Vi è mai capitato di prenotare una seduta dal ginecologo o dall’otorino? Per prassi io mi ci reco almeno una decina di minuti in anticipo, perché mi hanno educata a pensare: “Meglio che sia io ad aspettare, piuttosto che lui!”. Poi il professionista di turno non è puntuale e quei minuti d’attesa diventano interminabili… Hai urgenza di correre in bagno, ma lasci che la vescica diventi un palla da basket pronta a esplodere come una pentola a pressione, perché si sa mai che ti chiamino proprio mentre sei assente! Ecco, quei minuti qui si trasformano in ore: intere giornate, aspettando il medico che non arriva mai, perché molto spesso, nonostante tu sia lì dal mattino, nel tardo pomeriggio capita che la segretaria annunci che il dottore è in ferie o in malattia. La prima volta che è capitato, mio marito, che in scala da 0 a 10 ha un grado di pazienza pari a meno 4, è andato a battere i pugni sulla scrivania della povera malcapitata, contestando l’assurdità di un simile avvenimento. In qualsiasi altra parte del mondo, la tipa si sarebbe scusata, magari prestandogli molta più attenzione, contrita in una sorta di timore reverenziale. Qui l’esatto contrario! In un secondo ha abbassato gli occhi su di me, come se lui fosse letteralmente scomparso, e con un filo di voce mi ha semplicemente chiesto conferma per rimandare l’appuntamento al giorno seguente. La differenza tra noi, famiglia europea da poco approdata a Margherita, e le restanti dieci persone che erano con noi in sala d’attesa, tutte rigorosamente venezuelane, è che noi eravamo prossimi all’infarto a causa della crisi di nervi e loro, preservando la loro indole imperturbabile, si sono alzate dalla sedia e, senza protestare, hanno infilato la porta d’uscita, salutando cordialmente. Questa è la pratica abituale in qualsiasi studio medico. Qualcuno si organizza addirittura in doppia giornata, perché il primo giorno devi attendere in coda il turno per prenotarti e l’indomani devi rifare la trafila per farti visitare. E nessuno, ripeto, NESSUNO si lamenta! Un consiglio però posso darvelo, in caso doveste trovarvi da queste parti e imbattervi in una situazione simile. Quando fissate un appuntamento col professionista del caso, la prima cosa da chiedere è por cita o por orden de llegada? Non è affatto una banalità, perché ‘per appuntamento’ significa che potete sperare in un ritardo leggero, ‘per ordine di arrivo’, invece, significa che sicuramente non sarete i primi e che quindi il ritardo si prolungherà in maniera indeterminata… Insomma, armatevi di pazienza, perché solo una cosa è certa: che siate gazzelle o siate leoni, la mattina, se dovete andare dal medico a Margarita, non correte, perché il ritardo è assicurato!