Archive for giugno 2016

…Beccato!

  1. […] A volte, quando la spiaggia è meno affollata, puoi perfino fare un fortunato incontro con un granchio. Con i suoi simpatici occhi a binocolo fa capolino dalla sua galleria sotterranea, solo quando è sicuro che nessuno intralcerà il suo cammino. È in grado di rimanere per ore in attesa, con una pazienza e una dedizione incredibili, a dimostrazione del fatto che la natura si rivela in tutta la sua selvaggia bellezza, proprio quando l’uomo fa un passo indietro e lascia al creato la possibilità di godere della sua primitiva libertà.

    http://bettydotti.com/2016/04/19/in-spiaggia/

Auguri papá

Credevate che la data universalmente riconosciuta per la festa del papá fosse il 19 marzo? Assolutamente no! In Venezuela e in gran parte dell’America latina si celebra da sempre la terza domenica di giugno. Giusto oggi! Scuri, il volto allungato, la pelle unta e poco curata, le forme arrotondate del corpo e l’aspetto trasandato non fanno certo dei venezuelani il genere maschile piú atractivo del pianeta (con rare super-piacevoli eccezioni, ovviamente). ‎Eppure, come le donne, anche gli uomini diventano genitori molto presto, spesso anche prima di raggiungere la maggiore etá. Questo comporta una presa di coscienza e un’assunzione di responsabilitá atipiche per un adolescente e completamente inusuali per un loro coetaneo europeo. Qualcuno si trasforma improvvisamente in uomo e inizia a lavorare sodo per mantenere la famiglia. La maggioranza, peró, preferisce la comoda via della fuga: abbandona il nascituro alle cure della madre e si defila per continuare a vivere con la spensieratezza, la leggerezza e la libertá tipiche della sua età e che la paternità gli negherebbe. Accade cosí frequentemente che il padre abbandoni la famiglia, che il fatto viene accettato come normale, cosí com’é normale che una donna abbia figli con uomini differenti. Niente di sconvolgente: succede in tutto il mondo! Ma una grossa differenza si evidenzia nel rapporto che lega i diretti interessati. Invece della gelosia e del rancore, in questo caotico quadretto familiare regna l’armonia assoluta. L’amicizia lega gli ex-compagni o ex-coniugi in modo invidiabile, in perfetto stile ‘Beautiful’. Io mi sentirei a disagio solo al sapere che il mio ex si trova nella stessa stanza! Oggi quindi assistirò al brindisi dei vari padri, uniti tra loro sotto l’ombra dello stesso ombrellone, stretti gli uni agli altri in un abbraccio fraterno con la madre dei loro figli. Che sia moralmente inappropriato o umanamente ammirabile, lascio che sia il vostro personale giudizio a decretarlo. Io semplicemente mi uniró al coro di felicitazioni. Alcolici e birra saranno protagoniste assolute e domani in molti rinunceranno al lavoro per un inspiegabile epidemia di mal di testa collettivo. Quindi, prima che anche l’amnesia succeda all’emicrania, sottoscrivo i miei più sinceri auguri a tutti i papá del mondo. Feliz dia del padre para todos, hombres! Felicidades papis!! 


Culitos

Dopo un paio di incontri impegnativi, oggi vorrei deliziarvi con un argomento decisamente chismoso (pettegolo). Eccovi quindi l’articolo per cui un paio di amici mi saranno eternamente grati. Iniziamo col mettere alla prova la vostra sincerità! Ditemi un po’, senza pensarci troppo: ad un primo incontro, dopo gli occhi di una persona, che altro guardate? Ovviamente, le mani… come no! Io non vedo l’ora che la mia nuova conoscenza si giri! Per anni ho insegnato in palestra e, sarà per deformazione professionale, o perché semplicemente è la mia grande fissa, lo sguardo mi cade subito lì. Se è un uomo, posso meglio apprezzarne la sua ‘intelligenza’. Se invece è una donna, scatta incontrollabile l’impulso alla rivalità femminile, una sorta di gara mentale a ‘meglio il suo o meglio il mio’?! La verità è che per molte donne che, come me, assaporano la vita anche a suon di forchettate e buon vino, il confronto del proprio posteriore con lo specchio risuona un po’ come il ring di un intricato e contradditorio scontro di giustificazioni: l’età, la gravidanza, la maternità, il caldo e la ritenzione idrica, il ciclo, la crisi… Poi, pazienza se anche a vent’anni dicevi le stesse cose, prima del parto, quando fuori c’erano meno 15 gradi, il mestruo ti viene 5 giorni al mese e non 365 giorni all’anno e la crisi… beh, la crisi c’entra sempre! A Margarita? Qui le donne si nutrono prevalentemente di fritti e mangiano quantità incredibili di farina di mais. Solitamente diventano madri a vent’anni e proliferano in maniera multipla, senza fare sport per tutta la vita. Vivono a trenta gradi perenni e la crisi accompagna la loro intera esistenza. La domanda è: perché tutti i fattori gli giocano contro e i loro sederi sfidano la forza di gravità, mentre il mio è campione di discesa libera? Mi sembra una palese ingiustizia: arrestate madre natura! Ovviamente, qui le donne non sono tutte dee o modelle, anzi! Quello che non trovo affatto equo, peró, è che, nonostante la maggior parte della popolazione femminile sia in sovrappeso, alla faccia dei massaggi, della dieta e dei miliardi di esercizi che io e voi possiamo provare a fare ogni giorno, mai nella vita otterremo un lato B tanto prominente! Anche i manichini si prendono gioco della nostra esilità, riproducendo fedelmente le curve latino-americane.

image

Allo stesso modo, i capi d’abbigliamento riflettono le misure tipiche del luogo e, quando mi reco in un negozio per provarmi un paio di pantaloni, immancabilmente il tessuto non si stira sul posteriore come dovrebbe, formando delle fastidiose pieghe che implorano riempimento. Non vi dico la frustrazione! Sì, ok, c’è sempre l’eccezione che salva la regola, ma vi assicuro che l’invidia predomina, soprattutto in spiaggia, quando sei costretta a fissare questi sederi magnificamente scolpiti. Sicuramente perché sono belli da vedere, ma anche perché non si fanno certo scrupolo d’essere esibiti in ogni dove!

image

Dove la natura non ha provveduto, spesso interviene il bisturi. Avere sedere e seno “ritoccati” per la donna venezuelana è decisamente rappresentativo. Credo che essere rifatte e darlo a vedere sia come dichiarare apertamente a chi ti osserva che appartieni ad una categoria superiore, che in pratica sei una persona benestante e, quindi, piuttosto potente. Non so se la misura della protesi cresca proporzionalmente alla credibilità, sta di fatto che normalmente è molto più che prosperosa. Il risultato sono donne, giovani e di mezza età (a volte, anche più mature) con il sedere alla “Super Bottom”. Avete presente il personaggio con la tutina fucsia che presentava alcune storie di cronaca di Striscia la Notizia? Esattamente così: una porta-aerei a tuttotondo che fluttua su gambette così sproporzionatamente magre che sembrano stuzzicadenti! Ma, mentre le altre appartenenti al genere femminile li definiscono colas de pato, cioè ‘code di papero’ (ovviamente fino a quando non si sottopongono al medesimo trattamento!), lo sguardo allupato della maggior parte degli uomini si commenta da solo!

image

Sta di fatto che, naturali o rifatte, mentre noi europee ci torturiamo giornalmente per cercare di somigliare alle modelle magrissime delle nostre belle riviste, prendendocela con noi stesse e con lo specchio per quel centimetro o quel chiletto di troppo, nell’America del sud le curve, anche se accompagnate da rotolini ben vistosi, attirano uomini arrapati da tutto il pianeta! In genere definiscono le femmine del Venezuela come le donne più attraenti del mondo e il più delle volte, quando passano per Margarita, corrono alla ricerca della spiaggia più rinomata per la massiccia presenza di perizoma: Parguito. Indovinate perché? Perché fa rima con … CULITOS!!!

Fame!

Avete presente quel languorino turpe che ti invade lo stomaco e che si presenta con un brontolio persistente e che puntualmente si fa sentire, quando meno lo desideri? A me capita sempre. In chiesa, quando c’è l’attimo di raccoglimento silenzioso dei fedeli. La predica finisce e… Taac! La gente sogghigna intorno a te e tu abbassi lo sguardo, dichiarando tacitamente la tua colpevolezza. O durante qualche importante riunione, nell’esatto istante in cui tutti smettono di parlare. Lo senti che sta per arrivare, ma preghi perché aspetti a rendersi palese. Magari proprio due minuti prima ti hanno posto la fatidica domanda: “Volete fare una pausa per mangiare?”. Ma tu: “Noooo! Non ho appetito!”. Sia mai che ti prendano per la lavativa del gruppo! Invece quel maledetto non si fa attendere. Tutti si zittiscono e… Groargroaaaarrr! Imbarazzata ti scusi e chiedi indulgenza con una smorfia fintamente innocente. Cosí, hai pure fatto la figura della bugiarda! Quando però si mangia poco o male per dei giorni interi, lo stimolo che suscitava ilarità si trasforma lentamente in nervosismo. Anche un popolo educato alla tolleranza o per natura incline alla pigrizia, reagisce con vigore all’impulso animale per eccellenza. Quando il languore diventa insistente sensazione di vuoto per settimane, la fiacca che lo accompagna annebbia la vista e va amplificandosi l’istinto primordiale alla ricerca del cibo. Se la richiesta di nutrimento arriva dai più piccoli nell’adulto responsabile si scatenano frustrazione e incontrollabile furore. Rinunciare alla pietanza significa rinunciare alla salute e nessuno nega un diritto simile ai propri figli. C’é a rischio la vita propria e dei propri cari. Ha inizio un tempo nuovo in Venezuela. Si è scoperto il nervo debole di questo popolo così tollerante. Si chiama fame. E la storia insegna che un popolo affamato reclama soddisfazione.