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Culitos

Dopo un paio di incontri impegnativi, oggi vorrei deliziarvi con un argomento decisamente chismoso (pettegolo). Eccovi quindi l’articolo per cui un paio di amici mi saranno eternamente grati. Iniziamo col mettere alla prova la vostra sincerità! Ditemi un po’, senza pensarci troppo: ad un primo incontro, dopo gli occhi di una persona, che altro guardate? Ovviamente, le mani… come no! Io non vedo l’ora che la mia nuova conoscenza si giri! Per anni ho insegnato in palestra e, sarà per deformazione professionale, o perché semplicemente è la mia grande fissa, lo sguardo mi cade subito lì. Se è un uomo, posso meglio apprezzarne la sua ‘intelligenza’. Se invece è una donna, scatta incontrollabile l’impulso alla rivalità femminile, una sorta di gara mentale a ‘meglio il suo o meglio il mio’?! La verità è che per molte donne che, come me, assaporano la vita anche a suon di forchettate e buon vino, il confronto del proprio posteriore con lo specchio risuona un po’ come il ring di un intricato e contradditorio scontro di giustificazioni: l’età, la gravidanza, la maternità, il caldo e la ritenzione idrica, il ciclo, la crisi… Poi, pazienza se anche a vent’anni dicevi le stesse cose, prima del parto, quando fuori c’erano meno 15 gradi, il mestruo ti viene 5 giorni al mese e non 365 giorni all’anno e la crisi… beh, la crisi c’entra sempre! A Margarita? Qui le donne si nutrono prevalentemente di fritti e mangiano quantità incredibili di farina di mais. Solitamente diventano madri a vent’anni e proliferano in maniera multipla, senza fare sport per tutta la vita. Vivono a trenta gradi perenni e la crisi accompagna la loro intera esistenza. La domanda è: perché tutti i fattori gli giocano contro e i loro sederi sfidano la forza di gravità, mentre il mio è campione di discesa libera? Mi sembra una palese ingiustizia: arrestate madre natura! Ovviamente, qui le donne non sono tutte dee o modelle, anzi! Quello che non trovo affatto equo, peró, è che, nonostante la maggior parte della popolazione femminile sia in sovrappeso, alla faccia dei massaggi, della dieta e dei miliardi di esercizi che io e voi possiamo provare a fare ogni giorno, mai nella vita otterremo un lato B tanto prominente! Anche i manichini si prendono gioco della nostra esilità, riproducendo fedelmente le curve latino-americane.

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Allo stesso modo, i capi d’abbigliamento riflettono le misure tipiche del luogo e, quando mi reco in un negozio per provarmi un paio di pantaloni, immancabilmente il tessuto non si stira sul posteriore come dovrebbe, formando delle fastidiose pieghe che implorano riempimento. Non vi dico la frustrazione! Sì, ok, c’è sempre l’eccezione che salva la regola, ma vi assicuro che l’invidia predomina, soprattutto in spiaggia, quando sei costretta a fissare questi sederi magnificamente scolpiti. Sicuramente perché sono belli da vedere, ma anche perché non si fanno certo scrupolo d’essere esibiti in ogni dove!

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Dove la natura non ha provveduto, spesso interviene il bisturi. Avere sedere e seno “ritoccati” per la donna venezuelana è decisamente rappresentativo. Credo che essere rifatte e darlo a vedere sia come dichiarare apertamente a chi ti osserva che appartieni ad una categoria superiore, che in pratica sei una persona benestante e, quindi, piuttosto potente. Non so se la misura della protesi cresca proporzionalmente alla credibilità, sta di fatto che normalmente è molto più che prosperosa. Il risultato sono donne, giovani e di mezza età (a volte, anche più mature) con il sedere alla “Super Bottom”. Avete presente il personaggio con la tutina fucsia che presentava alcune storie di cronaca di Striscia la Notizia? Esattamente così: una porta-aerei a tuttotondo che fluttua su gambette così sproporzionatamente magre che sembrano stuzzicadenti! Ma, mentre le altre appartenenti al genere femminile li definiscono colas de pato, cioè ‘code di papero’ (ovviamente fino a quando non si sottopongono al medesimo trattamento!), lo sguardo allupato della maggior parte degli uomini si commenta da solo!

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Sta di fatto che, naturali o rifatte, mentre noi europee ci torturiamo giornalmente per cercare di somigliare alle modelle magrissime delle nostre belle riviste, prendendocela con noi stesse e con lo specchio per quel centimetro o quel chiletto di troppo, nell’America del sud le curve, anche se accompagnate da rotolini ben vistosi, attirano uomini arrapati da tutto il pianeta! In genere definiscono le femmine del Venezuela come le donne più attraenti del mondo e il più delle volte, quando passano per Margarita, corrono alla ricerca della spiaggia più rinomata per la massiccia presenza di perizoma: Parguito. Indovinate perché? Perché fa rima con … CULITOS!!!